Fiere

Sana 2014: Convegno “Come riconoscere il cosmetico biologico e naturale”.

La prima volta che ho visitato il Sana ero rimasta un po’ delusa… è stato ormai 8 anni fa, più o meno. L’avevo trovata alquanto triste. E’ evidente che di strada ne è stata fatta in questi ultimi anni, sia da parte mia che da parte della gente in generale, e mi riferisco alla consapevolezza sull’argomento naturale/biologico.

Sono stata al Sana sabato, il giorno dell’inaugurazione, e mi ero registrata al convegno “Come riconoscere il cosmetico biologico e naturale”. Nonostante tutti i miei buoni propositi, sono arrivata sul luogo dell’evento con solo 10 minuti di anticipo, che però alla fine si sono rivelati sufficienti per aggiudicarmi un posto a sedere, perché nel giro di pochissimo tempo la sala si è riempita di persone che sono dovute rimanere in piedi per tutto il tempo.
A quanto pare nessuno si aspettava un’affluenza così grande, ottimo segno senza dubbio.

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All’incontro hanno partecipato diversi professionisti del settore:

– Francesca Morgante, Natrue label manager;
– Francesco Cecere, Dir. Marketing information e Controllo Direzionale Coop Italia;
– Valeria Calamaro, Retail manager Altromercato
– Fabrizio Piva, A.D. CCPB;
– Patrizia Poggiali, Dir. Tecnico Gala Cosmetici (produttore conto terzi, es. Delidea e Bionova)
– Marinella Trovato, Presidente SISTE

Le 2 ore di talk show per quanto mi riguarda sono volate, si è parlato del trend del naturale e biologico in continua crescita, nonostante la crisi: i consumatori consumano meno ma, evidentemente, meglio e con più consapevolezza.
Un +17% che traina il settore e fa sì che i produttori di cosmetici naturali investano sempre di più in ricerca e sviluppo, per trovare nuove materie prime o nuove tecniche di lavorazione che rendano il cosmetico sempre più performante e paragonabile a suo cugino di sintesi.
Infatti, i cosmetici eco-bio all’inizio erano poco accattivanti: difficili da utilizzare, di nicchia, spesso di cattivo odore. Ora si può quasi dire che siamo alla generazione 2.0.
Patrizia Poggiali di Gala Cosmetici (lo so, non c’entra nulla, ma aveva un paio di mary jane nere superlative, non riuscivo a smettere di guardarle) ha confermato però che la cosmesi naturale ha ancora diversi limiti, come i balsami per capelli e i solari, ma grazie alla ricerca, per esempio, si è scoperto che esiste un particolare tipo di acacia da cui si può estrarre un olio che ha un fattore di protezione pari a 30. Fantastico.

Francesca Morgante, giovanissima, ha spiegato che Natrue è nata per sopperire alla grave mancanza di legislazione in campo cosmetico, che fa sì che diversi produttori spaccino per naturali prodotti che di fatto non lo sono. Problema destinato a durare ancora nel tempo, a quanto pare. Le certificazioni che vengono fatte, quindi, sono tutte atti volontari da parte di quelle aziende che vogliono garantire al proprio prodotto un valore aggiunto e differenziarsi così dalla massa. CCPB è stato uno dei primi organismi di certificazione ad adottare i parametri Natrue, tra i più rigidi esistenti.

Francesco Cecere di Coop ha confermato il trend in crescita rilevato da CCPB anche per quanto riguarda Coop, segno che il consumatore medio italiano non è, come si pensava, disinteressato all’argomento, ma è semplicemente in difficoltà nel reperire il prodotto eco-bio.
Inserendo all’interno dei supermercati le parafarmacie, il consumatore ha potuto finalmente entrare in contatto con un tipo di prodotto diverso, che evidentemente cercava da tempo, più attento alla sua pelle e all’ambiente. Il tema dell’accessibilità infatti è un tema caldo, perché in Paesi come la Germania questo tipo di prodotti sono presenti sugli scaffali della GDO già da diverse decine di anni. Non si capisce come l’Italia debba sempre arrivare dopo. Ma va beh…
Successivamente ha parlato ovviamente anche del loro marchio Viviverde, è lì avrei voluto alzarmi in piedi saltellando e agitando le braccia, perché sono una consumatrice di questi prodotti con i quali mi trovo divinamente.

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L’intervento di Valeria Calamaro mi ha molto colpita, mi è sembrata molto appassionata e coinvolta in quello che fa. Altromercato si occupa di produrre cosmetici (e anche food, ma questa è un’altra storia) rispettosi dell’ambiente e delle normative sul biologico ma anche rispettosi delle popolazioni che abitano il territorio da cui provengono le materie prime, garantendo loro un lavoro, un reddito per il sostentamento della famiglia, un futuro. Il futuro è garantito anche per il terreno coltivato, che non viene stressato con monocolture, che finirebbero per impoverirlo, ma anzi è lasciato in mano a chi lo conosce alla perfezione e sa gestirne, soprattutto, le problematiche legate ai cambi climatici.
Entro il 2014, oltretutto, dovrebbe entrare in vigore il protocollo di Nagoya:
“L’obiettivo del Protocollo consiste nella giusta ed equa condivisione dei benefici che derivano dall’utilizzazione delle risorse genetiche, ivi incluso l’appropriato accesso alle risorse genetiche e l’appropriato trasferimento delle relative tecnologie, tenendo in considerazione tutti i diritti riguardanti quelle risorse e quelle tecnologie e i fondi opportuni, contribuendo in tal modo alla conservazione della diversità biologica e all’uso sostenibile dei suoi componenti.” (fonte: http://www.minambiente.it/pagina/protocollo-di-nagoya-abs )

Si è parlato ovviamente di INCI, che non basta per capire se un cosmetico è eco-bio o meno, perché dietro la scritta “tocopherolo”, per esempio, potrebbe nascondersi un materia prima ottenuta in laboratorio e, anche nel caso fosse naturale, potrebbe contenere dei residui di lavorazioni chimiche. Insomma, se vogliamo essere sicuri di acquistare un cosmetico eco-bio, al momento l’unica cosa che ce lo può dire è la certificazione, almeno finché non entrerà in vigore una normativa apposita che tuteli i consumatori.

Ho dovuto riassumere parecchio altrimenti ci saltava fuori un papiro, ma spero di aver colto i punti salienti.

Seguirà ovviamente un altro post dedicato allo sperpero di denaro… che ve lo dico a fare.

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5 thoughts on “Sana 2014: Convegno “Come riconoscere il cosmetico biologico e naturale”.

  1. Ciao, trovo molto interessante il tuo artico e condivo il fatto che in questi ultimi anni c’è stato un cambiamento per quanto riguarda il settore e il modo di osservare da parte del consumatore. Mi piacerebbe confrontarmi con te in futuro e magari collaborare , per quanto concerne il settore naturale e biologico.

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